



Ci sono luoghi che aspettano.
Aspettano che qualcuno li guardi davvero.
Palazzo Venezia, incastonato nel cuore del centro storico di Napoli, è stato uno di questi: un gigante addormentato, pronto a rinascere.
A risvegliarlo sono stati due fratelli, Giorgio e Gianmarco Sannino.
Con la fantasia, la tenacia e un amore viscerale per la propria città, hanno scoperto e ripensato ogni stanza, ogni volta, ogni crepa di quel palazzo.
Un restauro fatto a mano e a cuore: giorno dopo giorno, hanno lavorato – e continuano a lavorare – non solo per rimettere in sesto gli spazi, ma per trasformarli in luoghi vivi, contenitori di visioni.
Hanno curato la manutenzione degli ambienti, ideato e promosso attività artistiche e culturali che spaziano dalle mostre d’arte ai progetti di didattica, passando per le residenze creative e la produzione teatrale.
Un laboratorio multidisciplinare, che ha il sapore dell’impresa collettiva e dell’identità locale.
Il nome A’Mbasciata non è stato scelto a caso.
Questo luogo straordinario, un tempo sede ufficiale dell’ambasciata della Repubblica Veneziana dal 1412 fino all’annessione dell’Austria, ha ispirato un gioco di senso e di suono:
“T’aggia fa n’ambasciata” – ti devo portare una notizia.
E noi, quella notizia, la portiamo davvero.
Ogni mostra, ogni evento, ogni progetto è una comunicazione urgente, un invito a restare svegli, curiosi, presenti.
L’associazione che anima A’Mbasciata si impegna ogni giorno in questo:
dare voce a chi crea, offrire spazi di libertà, stimolare la visione attraverso laboratori, incontri, pratiche culturali.
Perché, sì, fuggire è facile.
Ma restare – nel paese più bello e più antico del mondo – è il vero atto rivoluzionario.
E creare innovazione a partire da qui, da Napoli, è il nostro modo di abitare il futuro.

A’Mbasciata non è solo un progetto. È una presa di posizione, un gesto culturale e sociale dentro le viscere di Napoli.
Fondata nel 2017, nasce come organizzazione culturale impegnata nella promozione sociale, con un obiettivo chiaro e necessario: salvare un luogo storico e ridargli voce.
Non si trattava solo di pietre antiche, ma di memoria collettiva, di identità urbana, di possibilità future.
Siamo nel cuore del centro storico, in un edificio che affaccia su Spaccanapoli, la strada che taglia la città come un destino.
Un edificio risalente al 1390, che dal 1995 è riconosciuto come patrimonio UNESCO.
Un gioiello architettonico di circa 500 metri quadrati, che rischiava di essere inghiottito dal silenzio e dall’abbandono.
E invece no.
Non era accettabile che una residenza così imponente, così simbolica, rimanesse chiusa, spenta, invisibile.
A’Mbasciata è nata per illuminarla di nuovo, per farne una casa culturale accessibile, vissuta, generativa.

Per decenni, questo luogo è stato silenzio e polvere.
Un colosso addormentato nel cuore di Napoli, dimenticato dal tempo, dalle istituzioni, dai passanti.
Per oltre sessant’anni, le sue stanze sono rimaste senza manutenzione, invase da piante selvatiche e creature randagie, come se la natura volesse riprendersi ciò che l’uomo aveva abbandonato.
Ma ogni rovina nasconde un potenziale.
Con pazienza e visione, è cominciato un lavoro di recupero lungo e faticoso, fatto di mani, fatica e ostinazione.
Sono stati riparati gli infissi, restaurati i pavimenti in marmo, ripulite e salvate le piastrelle smaltate originali.
Una ricerca certosina ha riportato alla luce arredi d’epoca, capaci di raccontare con eleganza la memoria del luogo.
E così, lentamente, è nato un luogo d’incontro.
Uno spazio di condivisione reale, dove l’arte, la musica, il teatro e la moda convivono e si nutrono l’un l’altra.
Un salotto culturale che accoglie chi ha qualcosa da dire, da creare, da esprimere.
Dal 2023, la direzione artistica di A’Mbasciata ha trovato una nuova traiettoria:
Carlo Di Maro affianca Gianmarco Sannino nella costruzione della stagione culturale, firmando insieme eventi, format, laboratori, residenze e masterclass che animano il cuore creativo del progetto.
Attore, cantante, performer e musicista, Carlo si è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli.
La sua formazione teatrale è lunga, profonda, attraversata da incontri con registi di spicco del teatro e del cinema italiano, e da esperienze in tournée nazionali che lo hanno fatto crescere artisticamente e umanamente.
Il suo lavoro unisce voce, corpo, scrittura, musica e danza in un linguaggio contaminato e personale, sempre in movimento.
Ed è proprio questo approccio — fatto di competenza, ricerca ed esperienza viva — che guida ogni anno la visione formativa e artistica della stagione di A’Mbasciata.
Oggi, Carlo e Gianmarco sono la mente e il cuore pulsante della direzione artistica del luogo: un dialogo costante tra estetica e contenuto, tra scena e comunità.
Insieme a Gianmarco, oggi è punto di riferimento per artisti, allievi, pubblico e collaboratori.
Un lavoro che mette al centro le persone, le storie e l’urgenza di restare, creare, trasformare.

Via Benedetto Croce 19 – 80134 Napoli
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